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Stanza 004, Lola Dreamer // Valeria Amoroso
view post Posted on 12/3/2009, 22:01Quote
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Status: Offline: ultima azione eseguita il 17/12/2009, 19:20


Continua in FUNNYbeach;


Mi crogiolerò nei panettoni e nella cioccolata calda
tra le palline di Natale e la neve spray.
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view post Posted on 28/10/2009, 23:48Quote
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Freffy

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 17/12/2009, 21:13



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Simon Ambrosio.

Non so come, ma l'avevo convinta!!!!!!!!!! Queste erano le soddisfazioni della vita! Ci avviammo versa la sua stanza. Lola non era una che voleva sbandierare le sue cose ai quattro venti, quelli degli altri pure pure, ma le sue manco toccarle dovevano. Arrivati nella sua stanza io strepitavo come una ragazzina, o anche come un cretino dipende dai punti di vista. Quando entrammo nella stanza zompai sul suo letto e saltellando da seduto ripresi con la cantilena: - dai dai dai muoviti su voglio sentere su sbrigati! A quel punto avrebbe voluto picchiarmi, ma la mia curiosità era a mille e poi quando avrebbe cominciato a suonare mi sarei ammutolito come un muto (? ò_ò) quindi dovevo ripagare le parole che non avrei detto in quei minuti di silenzio e totale attenzione. Mi tolsi le scarpe con un gesto rapido dei piedi e incrociai le gambe sul letto guardandola ansioso ed entusiasta allo stesso tempo.
Chissà di cosa parlava la sua canzone... NO! non dovevo farmi nessuna idea che fosse buona o cattiva, dovevo solo aspettare aspettare di poco, presto avrei sentito le corde della chitarra pizzicate dalle sue dita affusolate e la sua voce melodiosa che proveniva non dalla gola, ma ancora più giù, lì dove la vita aveva senso, lì dove la vita cominciava.



faceva così freddo che ci si erano gelate perfino le emozioni

 
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Lola;

Dreamer« Singer; »
musician;
Libera e Prigioniera allo stesso tempo.
C'arrivai in camera, più morta che viva. Non era facile, per niente. Poi non mi diede nemmeno modo di pensare, di convincermi o prepararmi quanto meno a l'eventuale conseguenza d'aver ascoltato quella canzone, perchè dovetti raccontargli la trama del musical e su cosa era incentrata quella canzone. Quindi gli dovetti introdurre alla buona questi due amici, cresciuti insieme, che per ideali artistici diversi saranno costretti a divedersi ma lei, prima di qualsiasi eventuale allontanamento, decide di dedicargli una canzone, scritta appositamente per loro due affinchè ci sia sempre qualcosa, al di là del loro effetto, che li leghi ovunque siano e dichiarerà anche il suo 'amore'. Questo lo dissi a mò di scherzo, senza pesar la parola più di tanto perchè solo a dirla la lingua sembrò ingarbugliarsi in un non so che di pasticcioso, come se non volesse nemmeno lasciarmi concludere il discorso.
Non avevo mai cercato le chiavi della porta con quella lentezza, quasi non le volessi proprio trovare. Ma era banale rimandare perchè tanto era solo una perdita di tempo.. anzi.. era un'agonia sempre più crescente che portava all'oblio.
Ad un certo punto capì, meglio mi arresi, capendo che per volontà di non so chi - forse la stessa BELINDA-BASTARDA - mi aveva chiusa in un labirinto senza dirmi che non avrei trovato l'uscita se solo non avessi lasciato qualche segno a terra per ricordarmi la strada. Io proprio le molliche di pane me l'ero mangiate nel momento esatto in cui gli avevo detto della canzone e sopratutto che me l'aveva ispirata lui. Ispirata! Oddio! Quella non era solo questione d'imbarazzo .. era... era.. insomma... per la prima volta nella mia vita avrei preferito scomparire dalla faccia della terra, diventerà un tutt'uno con la polvere, disperdermi tra i granelli di sabbia. Essere il totale niente per non dover dar conto e ragione a nessuno.
Perchè non mi spaventava tanto rivelargli qualcosa tramite la canzone, era il pensiero del dopo che mi annientava totalmente.
Magari però c'aveva non so quali paraocchi, anzi paraorecchie da non capire bene il messaggio della canzone e quindi non dovevo nemmeno starmi a preoccupare perchè se non avesse capito mica mi sarei presa la briga di spiegarglielo, il testo, affatto.
Decisi di non pensarci, ormai non si poteva tornare indietro.
Fare altre storie era inutile, prima o poi quella realtà sarebbe saltata fuori come anche io avevo dovuta accettarla per forza.
Quella canzone l'avevo scritta di getto, mentre pensavo su quel letto che adesso osservavo con tanta ansia a quanto fosse cresciuto il mio affetto nei suoi confronti, di quanto mi fosse impossibile pensare che non fosse un elemento fondamentale, indispensabile nella mia vita. C'era entrato dentro con insistenza, lui, che non rispecchiava affatto i canoni dell'amico perfetto di Lola perchè per lei nessuno lo era, invece lui, Simon, era riuscito a modificare quel pensiero, e a smuovere anche qualcos'altro. Perchè lui non era soltanto diventato il miglior amico che potessi avere, no.. era diventato realmente tutto quanto.
Era tutto preso dal suo entusiasmo personale, ma già me lo immaginavo, quel suo sorriso, diventare sempre più storpio, stranito, confuso.
Se solo ci pensavo mi veniva voglia di spaccargliela in testa il mio basso ma.. non volevo arrivare a questi estremi rimedi.
« La mia pazienza ha un limite. » Lo trucidai con uno sguardo, mentre continuava a lagnarsi come un bambino. pazienza? Buahuahah. Io non l'avevo proprio, ero il totale opposto di essa. Facilmente irrascibile semmai, quello si.
Tuttavia presi quella maledetta chitarra, l'accordai un attimo poi cercai di trovare non tanto il coraggio, ma proprio la forza per sventolare bandierina bianca dal principio. E la cantai, la canzone, si. E il mio cuore sembrò avere un infarto ogni tre secondi, ogni qual volta per sbaglio incrociavo il suo sguardo. si.
Keep Holding On
Non sei solo, siamo insieme, sarò al tuo fianco
sai che prenderò la tua mano quando si raffredderà
ed è come se fosse arrivata la fine perchè
non c'è alcun posto dove possiamo andare
tu sai che non mi arrenderò, no non lo farò

continua a tenere duro
perchè sai che ce la faremo
ce la faremo, sii forte perchè sai
che sono qui per te, sono qui per te
c'è qualcosa che puoi dire ma
niente che puoi fare
non c'è un altro modo quando si arriva alla verità
quindi, continua a tenere duro perchè
sai che ce la faremo, ce la faremo

così lontani, io vorrei che tu fossi qui
prima che sia troppo tardi
tutto questo potrebbe scomparire
prima che la porta sia stata chiusa
e si arriva ad una fine con te al mio fianco
combatterò e ti difenderò
combatterò e ti difenderò si si

continua a tenere duro
perchè sai che ce la faremo
ce la faremo, sii forte perchè sai
che sono qui per te, sono qui per te
c'è qualcosa che puoi dire ma
niente che puoi fare
non c'è un altro modo quando si arriva alla verità
quindi, continua a tenere duro perchè
sai che ce la faremo, ce la faremo

ascoltami quando ti dico, ti dico che ci credo.
niente cambierà, niente cambierà il destino
qualsiasi cosa sia destinata per noi
la faremo funzionare perfettamente
si si si si

continua a tenere duro
perchè sai che ce la faremo
ce la faremo, sii forte perchè sai
che sono qui per te, sono qui per te
c'è qualcosa che puoi dire ma
niente che puoi fare
non c'è un altro modo quando si arriva alla verità
quindi, continua a tenere duro perchè
sai che ce la faremo, ce la faremo


ho trovato un posto così sicuro;
è così bello che ti fa venir voglia di piangere ;
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. ricordati di Guardare la Luna .
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Freffy

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Simon Ambrosio.

Mi raccontò un po' la trama del musical, però lo fece un po' come a tirare le somme senza però mostrarmi quali fossero i numeri che andava a sommare. Si notava bene che l'argomento la turbava un po' come quella canzone, ma ormai mi aveva incuriosito e non aveva via di scampo. Ritornando al musical, quando mi parlò della storia di quei due ragazzi rividi, non poco, la mia amiciza con lola in quella dei due protagonisti. La canzone da quanto avevo capito era una dichiarazione della ragazza. Ma invece di spiegarvi il musical a questo punto mi conviene di più spiegarvi la canzone, benchè ci sia poco da capire data la chiarezza delle parole. Quando prese la chitarra fra le mani mi bloccai e aquietai, era un momento importante quello, era speciale.

La canzone era semplicemnete stupenda, a prescindere dal fatto che quelle parole gliel'avessi ispiarate io, ma questo particolare non era da lasciare inosservato. Alla fine come lo era per la ragazza del musical, lo era anche per Lola, una dichiarazione. (?) Lola con quella canzone mi si era dichiarata e non era di certo una cosa che volevo negare a me stesso, no, non avrei cominciato a dirmi "no non è possibile, no non è vero" non mi importava di quelle stronzate, questa cosa era troppo importante per me, per lei, per noi. Lola non era solo una sorella minore e io questo nel periodo a partire dal suo ritorno all'Hollywood lo avevo capito anche troppo, per non parlare della settimana passata insieme. Tutti quei momenti di imbarazzo alal fien avevano portato a qualcosa. Mentre ancora stava suonando guardai la collana che le avevo regalato che portava al collo. Era lei che volevo e la volevo da troppo tempo, solo che avevo paura di essere respinto, perchè andiamo sapete tutti di chi stiamo parlando, di Lola, la ragazza che odiava come meglio poteva l'altro sesso e che ora mi si stava dichiarando attraverso una canzone che gli avevo ispirato io, uno dell'altro sesso, ma non ero solo questo, certo che no.
Pensare la mia vita sneza Lola era diventato qualcosa di ... IMPENSABILE! Faceva parte della mia vita, anzi ne costituiva gran parte e forse anche gran parte del mio futuro o così speravo che fosse.

non c'è un altro modo quando si arriva alla verità


Era quella la verità e non poteva negarla e poi perchè avremmo dovuto? a che scopo? non avrebbe avuto senso e noi non avevamo neppure un motivo sensato per farlo quindi... e io non avevo neppure un motivo valido per non baciarla.
Le sue labbra si chiusero e poco dopo le sue dita smisero di pizzicare le corde della chitarra. Mantenni lo sguardo fisso su di lei, come se la stessi vedendo per la prima volta, tutto quel tempo passato ad ammonirmi per quei pensieri poco adatti su di lei, questa cosa mi faceva venir da ridere. Le sorrisi ancora incantato da quelle parole, dalle mie riflessioni, da quella musica.
- E' bellissima. - sorrisi e mi alzai dal letto avvicinandomi a lei, alle sue labbra e come se fosse la cosa più naturale, la cosa più giusta le accarezzai il volto e sorridendole poggiai le mie labbra sulle sue. Quasi non credevo a cosa io stesso stavo facendo. Stavo baciando Lola Dreamer e il fatto che lei potesse ribellarsi, picchiarmi o quel bel mucchio di cose di cui avrei temuto altre volte, era il mio ultimo pensiero, anzi neppure l'ultimo, non esisteva proprio. L'unica cosa che importava era il mio cuore che batteva come impazzito e quel senso di felicità che si propagava per tutto il mio corpo attraverso le sue labbra e il suo respiro caldo e dolce.


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view post Posted on 3/11/2009, 19:04Quote
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Lola;
Dreamer« Singer; »
Quasi sempre mi perdevo dentro quelle note, quella musica che sembravano creare un mondo a parte dove non c’era alcun posto per i problemi, le ansie. Un posto tranquillo, un posto irreale appunto. Ma era bello navigarci in quel mare, anche annegarci se era possibile, tutto pur di non ritornare a galla.
Per questo non volevo che la canzone terminassi. Mi trovavo a mio agio nel cantarla ancora nonostante le parole non mi fossero d’aiuto ma arrivare alla conclusione significava riprendere un duro confronto con la realtà, e io non lo volevo, diciamo che non mi sentivo pronta. Poi ripensai nuovamente che in realtà mi sarei sempre sentita insicura su quel fronte, come si è impauriti per tutto ciò che non si conosce, con cui non ci si sa approcciare.
La fine arrivò, di quel momento, ma non m’aspettai affatto che accadesse quello che fra po’ vi racconto. Suspense, eh? Immaginate me che la stavo vivendo quella situazione. Un totale spiazzo.
Se prima di cantare mi sentivo confusa, dopo fu anche peggio. Smarrita sembrava il termine adatto perché non riuscivo a pensare a qualcosa, nemmeno a guardarlo se proprio vogliamo essere sinceri. Temevo più di ogni altra cosa la sua reazione, non volevo perderlo, no e sapevo che c’era anche questa piccola conseguenza.
Tenni lo sguardo basso, vitreo, osservando un innaturale silenzio intorno a me, finchè non fu proprio lui ad interromperlo. E da lì realmente ci capì poco e niente di quello che stava succedendo. Tutto troppo in fretta.
CITAZIONE
- E' bellissima. -

Sembrò lieto, quasi contento. Tutto l’opposto di ciò che mi ero immaginata. Per un attimo tornai a respirare serena ma sapevo che non era finita lì. Si alzò, mesto nonostante i suoi passi li vedessi come a rallentatore. Si avvicinò anche troppo, e sentì un groppo alla gola come se qualcosa volesse impedirmi di parlare perché avrei detto solo cazzate.
Che c’era ancora? Cosa voleva? Che…. Stava pensando di fare?
Lo vidi ancora più vicino di quanto in realtà non volessi ammettere. Mi sentì a disagio, mi venne quasi un profondo senso di nausea come se l’aria intorno a me fosse diventata troppo pesante, opprimente. Poi le sue dita si posarono sulla mia guancia e l’aria cominciò a diventare calda, fin troppo. Mi resi conto subito dopo che in realtà ero io ad andare in fiamme, dentro, come se fosse scoppiato un incendio dentro al mio petto. Che fosse qualcosa di piacevole o naturalmente sgradevole non volevo capirlo perché ero troppo attenta a studiare la situazione ma ogni cosa sembrava sfuggire dalla mia portata, come se non potessi reagire anzi come se non mi fosse concesso. Non era il mio turno adesso, no.
Il respiro si fece piccolo, quasi inesistente, non appena quella vicinanza che mi aveva messo un piacevole terrore, diventò pressoché nulla, sostituita da una permanenza delle sue labbra alle mie. Mi stava baciando, lo stavo baciando. Non risi come avrei pensato tempo fa, cioè che baciarmi con lui sarebbe stato impossibile perchè ridicolo. Altro che, mi lasciai andare, naturalmente.
E lo sentì, si. Il cuore. Scoppiarmi in petto. Come se finalmente si fosse liberato di un’agonia che l’aveva tristemente attanagliato per tutto quel tempo. Finalmente felice di battere incondizionatamente, di battere realmente per un senso.. per qualcuno.
Soffocai nel silenzio chiuso tra quelle mura, una sensazione così dolce tanto quanto quella di gustarsi un gelato alle prime luci dell’estate, o comparata alla stessa soddisfazione di sentire la propria musica appropriarsi del mondo. Improvvisamente mi sentivo completa, come se avessi trovato la parte mancante del puzzle che cercavo di finire da tempo.
E adesso mi veniva da ridere a pensare che c’era voluto proprio Simon per arrivare a questo, lui.. che l’avevo avuto sempre sotto al naso, lui che non riuscivo a togliermelo di torno neanche sotto costrizione, lui che c’era sempre stato e che ormai avevo capito essere indispensabile per potere avere ciò che volevo. La felicità. Che, detta da tanti poeti e anche da quella rompipalle di Belinda, senza Amore non poteva esistere.
Quindi.. ero innamorata? Dovevo definirmi come quelle bimbe minchia strappa lacrime tutte amore e coccole che inseguivano un principe azzurro senza cavallo? No, mai. Non ero così, non lo sarei mai stata. Mi rifiutavo categoricamente anche solo di pensarmici in quei ruoli. Provare un affetto per qualcuno non significava perdere la propria dignità, no.
Però era la verità. io.. ero.. innamorata. Altrimenti come spiegare quell’imbarazzo improvviso che non aveva mai avuto per nulla? Come intendere le capriole del mio cuore che sembrava star ballando la danza delle mattonelle? Come semplicemente definire quello che provavo per Simon.. dato che bene mi sembrava troppo riduttivo?
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Simon Ambrosio.

Quando mi avvicinai mi guardava preoccupata, timorosa, era smarrita e stranamente invece di intimorire anche me quello sguardo mi trasmise sicurezza in quel piccolo e semplice gesto carico di significato e altre cose che non sono neppure ora in grado di capire. In ogni caso quando poggiai le mie labbra sulle sue, quella sua insicurezza, e quel poco che ve ne era in me, scomparve e ci lasciammo andare, eccome. Non l'avevo neppur eimmaginato così, in realtà non l'avveo mai immaginato, abbandonarmi a quell'immagine sarebbe stato per me un modo di abbandonarsi a quella idea e non potevo lasciarmi andare in quel modo avevo delle responsabilità, ma in quel momento non ne avevo e se ne avevo non mi importava nemmeno un po'. Il mio cuore ormai era impazzito. Avevo provato altre volte l'amore, ma stavolta era diverso... il rapporto che c'era sempre stato fra me e Lola era diverso ed anche tutto il resto ora lo sarebbe diventanto. Parlare di Amore però mi pare affrettato però ero innamorato, non potevo dire di amarla, non l'avevo detto mai a nessuna, nemmeno a Ginevra, ma qualla è un'altra storia. Ma in fondo quello non era nemmeno il momento di pensarci, quella era il nostro primo bacio non c'era bisogno di mettersi così fretta, se il tempo ce l'avrebbe permesso avremmo camminato insieme lentamente senza fretta.
Lentamente mi distaccai da lei, non per neinte, ma c'era carenza di ossigeno i miei polmoni avevano lanciato il segnale d'emergenza. Feci un grande respiro e la guardai negli occhi. Non sapevo cosa dire, l'unica cosa che mi parve giusta fu scusarmi per quel gesto avventato.
- Scusami - mi allontanai di poco, aveva un'espressione strana sul volto, forse non avrei dovuto farlo, forse mi ero sbagliato, forse...troppi forse! - non avrei dovuto. - mi portai una mano alle labbra. E se avessi fatto una cazzata enorme?



ce l'ho fatta a rispondirti sono fiera di me :çVç: ora puoi uccidermi :eVe:

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320 replies since 2/9/2008, 13:22
 

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